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04/06/2010  
LA FINALE SCUDETTO VISTA DA DAVIDE PORCIELLO

JUNIORES DA LEGGENDA: CAMPIONI D'ITALIA La scalata alla vetta tricolore con 0 sconfitte e 0 pareggi

TSC LAZIO 5 MIRACOLO PICENO 2

TSC LAZIO: Ercolani, Fabrizi, Montanari, Sabatini, Collepardo, D'Orrico, Chiomenti, La Zara, Fedeli, Sordini, Mentasti, Di Ponto. All.: Venditti (in panchina Plini)

MIRACOLO PICENO: Traini, Clerici, Giorgi, Agostini, Dell'Osbelda-Silveira Diogo, Bellini, Calderolli, De Angelis, Sestili, Paolini, Russo, Agostinelli. All.: Di Cesare

MARCATORI: 3'49'' Ercolani; 14'59'' Sabatini; 16'25'' Chiomenti; 32'09'' Montanari (TSC), 32'54'' Paolini; 35'04'' Russo (MP); 38'25'' Sordini (TSC); 39'58'' Paolini (MP)

Il Torrino guarda la città di Roma dall'alto, e l'ha sempre fatto, per motivi geografici prima, per motivi sportivi dal 1988. Dall'alto della collina si può ammirare tutta la città, fino a San Pietro, fino ai monti della Sabina. Sarà questa posizione strategica che ha da sempre segnato il destino di una squadra che, negli anni, ha saputo sempre mettere il proprio marchio sul calcio a 5? E' davvero raro, storicamente, trovare una stagione storta per tutte le categorie del vivaio e/o della prima squadra, ma questa che si sta concludendo non è una semplice"stagione positiva", è il coronamento di un sogno, di un progetto, nato 5 anni fa. Riavvolgiamo il nastro, a quel Torrino-Aosta, semifinale scudetto Juniores. I sogni di gloria che si infrangono simbolicamente sulla traversa sfiorata da Zumpano in rovesciata, meno simbolicamente sulla corazzata dei"brasiliani d'Aosta"che, imponendosi sulla squadra dell'allora Mister Angelini, spengono le speranze di veder tornare il tricolore Juniores sul petto del TSC. La continuità di una mentalità vincente, di un Uomo che ha saputo vincere da giocatore con il Torrino, viene tramandata da Marco Angelini ad un altro giocatore di quella Juniores che, nel 1992/93, regalò il tricolore di categoria: Maurizio Venditti, sposa un progetto a lungo termine, iniziando così a lavorare per il settore giovanile. In questi anni il tantissimo lavoro svolto con i tantissimi giovani passati per le categorie giovanili ha permesso alla società di migliorarsi sempre più, arrivando lo scorso anno a sfiorare, così come accadde il primo anno targato Venditti, il titolo regionale. La sconfitta dello scorso anno è stata una ferita che ha bruciato molto, ma solo dei veri leoni sanno leccarsi le ferite e tornare più combattivi di prima. Andando a memoria è davvero difficile trovare una scalata come quella di questi giovani ragazzi, un campionato perfetto, numeri a parte, soprattutto per il gioco espresso, e sappiamo quanto mister Venditti abbia a cuore la disciplina tattica. In questa finale in panchina lo sostituisce, causa squalifica, il mister in seconda Andrea Plini. Lontano da tutti, dall'alto degli spalti, mister Venditti è comunque vigile e attento, e la squadra inizia subito a macinare gioco, Montanari si rende protagonista di due buone incursioni, alle quali risponde il capitano Ascolano Calderolli. Il Miracolo Piceno si è presentato con un curriculum di tutto rispetto, eliminando in semifinale proprio l'Aosta, dopo aver rigiocato la partita ieri. La gara in più rispetto al Torrino, tra l'altro terminata ai rigori così come la prima semifinale giocata il 1 giugno, ha sicuramente influito sulla freschezza atletica. Dal canto loro i piceni provano a impensierire la difesa laziale, ma Russo non concretizza due chiare occasioni a inizio gara. Proprio sul secondo contropiede sciupato arriva un'altra buona azione del Torrino, con la freschezza atletica di Montanari che imbecca Mentasti, il quale non concretizza. Nel momento più inaspettato un rinvio dell'estremo difensore, nonchè capitano del TSC, Dario Ercolani, si trasforma nella rete che, oltre ad aprire le marcature, peserà psicologicamente sul primo tempo del Miracolo Piceno, che si trova a dover inseguire dopo 3 minuti effettivi. Il vantaggio del TSC ha un effetto positivo sui ragazzi di Mister Venditti che provano a imprimere il loro elevato livello di gioco, i piceni rispondono con Russo ma soprattutto con un palo di De Angelis e con una giocata di Calderolli che termina alta dopo aver intercettato un pallone perso dai biancocelesti. Il miglior Torrino si vede nella seconda parte del primo tempo, il talento di Sordini sale in cattedra e per poco l'onnipresente La Zara non mette il sigillo sulla partita. Ci pensa la premiata ditta Mentasti-Chiomenti a confezionare altre due nitide palle gol, preludio al raddoppio firmato da Sabatini, che con grinta e caparbietà recupera un pallone e con un'azione personale realizza la seconda rete, una rabbia e ed una voglia di vincere figlie di quella grinta che solo dopo una stagione come la passata possono nascere. Il 2-0 è seguito a breve distanza dalla terza marcatura, sempre con l'accoppiata Mentasti-Chiomenti, con quest'ultimo che finalizza il 3-0 con il quale si chiude la prima frazione di gioco. Dopo l'intervallo il TSC sembra voler continuare sulla falsariga del primo, Montanari imbecca Chiomenti sul secondo palo ma la deviazione (non vista dall'arbitro) di Traini è decisiva. Chiomenti restituisce il favore a Montanari poco dopo ma il tiro finisce fuori fallendo una ghiotta occasione, solo davanti al portiere ascolano. Nell'altra porta l'estremo difensore laziale Ercolani risponde egregiamente a due giocate di Calderolli, e dopo tanti minuti passati inoperoso è importante rispondere"presente"in queste azioni, a conferma dell'alta concentrazione e preparazione tecnica. Il Miracolo Piceno si affida quindi alla carta del portiere di movimento, funzione svolta da Diogo, la quale però inizialmente non porta buoni frutti, infatti Montanari dopo un'azione sulla sinistra sigla la rete del 4-0. Nel calcio a 5 quattro reti di svantaggio possono sembrare molte, ma la storia di questa disciplina ne ha viste di rimonte, lo sanno bene i Piceni che continuano con la carta del portiere di movimento, e nella seconda parte del secondo tempo arrivano le occasioni bianconere, che si concretizzano con le reti di Paolini prima, con un tiro da fuori, e con Russo successivamente, imbeccato dall'ennesima giocata di Calderolli. Da 4-0 a 4-2 la partita si riaccende, sia sul piano del gioco che sul piano emotivo: ne fanno le spese Calderolli, Diogo e Sestilli, ammoniti dai direttori di gara. Il Torrino prova a riversarsi in contropiede approfittando degli errori di impostazione del Miracolo Piceno, che prosegue con la carta del portiere di movimento, ma le ripartenze non portano i dovuti frutti. Vi riesce solo allo scadere con Sordini, il quale si fa perdonare dell'occasione svanita nel minuto precedente confezionando la rete del 5-2 con un'azione personale, ottima finta e palla in rete. Laziali nel visibilio più assoluto, a nulla serve la rete del comunque bravo Paolini, che a pochi secondi dallo scadere mette in rete il 5-3. Due secondi e poi il suono della sirena, che ha il sapore della festa per uno scudetto Juniores ritrovato dopo 17 anni, proprio come l'età media di questi ragazzi, molti di loro ancora di categoria allievi, e altri ancora che già militano in under 21 nonostante la giovane età. Una vittoria targata Maurizio Venditti, che ha saputo creare una formazione capace di mettere in campo un gioco veloce, da"prima squadra". Un'alchimia riuscita perfettamente avendo trovato, come un buon seminatore, terreno fertile, con ragazzi molto giovani ma già"giocatori"di questa disciplina, ed il premio a Mentasti a fine gara, consegnato dal Presidente della Divisione Tonelli (già dirigente del Torrino pluriscudettato dei primi anni 90) e la sua convocazione con la nazionale under 21, sono gratificazioni sportive condivise con tutta la squadra, oltre ai 12 in campo, anche con Potrich fermato per squalifica ma autore di pregevoli marcature così come Mentasti, per passare poi a Turnaturi, Manzo e Magro, anch'essi artefici di questa splendida annata, diretta dallo staff dirigenziale con il presidente, Cataldo Colosimo, il responsabile del Settore Giovanile Roberto Rosci, e chi ha accompagnato questa scalata in giro per il Lazio prima e per l'Italia poi, come Massimo Di Rollo, Roberto Ercolani, Pasquale Foresta e Nicola Antuofermo. Come detto in precedenza l'età giovane di questi juniores fa ben sperare anche per la prossima stagione, ma il primo esame da Campioni d' Italia è già prossimo, ovvero l' imminente finale di Coppa Lazio. Nel frattempo il Torrino guarda non solola città di Roma e la regione, ma tutta Italia dall'alto di questo scudetto. Ed allora non è la posizione geografica"dall'alto"che ha segnato il destino di questa compagine, capace di confermarsi ogni anno ai vertici, bensì un attento lavoro, una dedizione al settore giovanile che ha permesso in questi anni di formare e sfornare talenti, tanti ne sono usciti e tanti ne usciranno, specialmente se nel curriculum c'è uno scudetto tricolore ed una qualità di gioco che ha permesso una stagione...da"perfect"!     DAVIDE PORCIELLO



 
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